Descrivi le contraddizioni tra le previsioni teoriche e i risultati sperimentali ottenuti sui corpi neri.

Lo spettro di radiazione di un corpo nero segue una legge sperimentale accuratamente sviluppata dai fisici tedeschi Lummer e Pringsheim nel 1899. Le loro misure misero in evidenza la dipendenza dell’intensità della radiazione spettrale dalla frequenza e dalla temperatura del corpo nero. A una data temperatura, inoltre, l’energia emessa raggiunge un valore massimo in corrispondenza di una ben determinata lunghezza d’onda. Lo studio teorico dell’interazione tra materia e radiazione elettromagnetica del corpo nero basato sulle leggi della termodinamica e dell’elettromagnetismo classico portava però a risultati incompatibili con tali osservazioni sperimentali. Applicando un modello sviluppato da Lord Rayleigh e James Jeans si otterrebbe infatti che la potenza emessa dal corpo nero dovrebbe crescere illimitatamente a qualunque temperatura al diminuire della lunghezza d’onda e quindi il corpo nero dovrebbe possedere ed irradiare una quantità infinita di energia. La legge di Rayleigh-Jeans è in accordo con i risultati sperimentali solo per elevate lunghezze d’onda mentre se ne discosta significativamente a quelle basse.